mercoledì 17 luglio 2013

FLORITERAPIA. La Crisi di Coscienza...

...ovvero "Mal d' Ascensione"

 

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia."
 

                                                                                                                            Albert Einstein

 

La crisi di coscienza in questo caso è un nome simbolico, lo prendo in prestito da Richard Bach e dagli studiosi dei Fiori di Bach; dopo aver assunto per un po' la terapia floreale, si entra nella crisi di coscienza : è un istante in cui viene a galla qualcosa sepolto in noi in divesi modi: stati d'animo molto forti, sogni... In maniera simile ma molto piu' accentuata avviene il cambiamento durante l'ascensione: malesseri inspiegabili, riaffacciarsi di antichi sintomi, emozioni esagerate, dolori fisici e morali ... tutto ciò che sta per essere eliminato affiora. I primi giorni questo Mal d'Ascensione  porterà anche scoraggiamento, confusione, perdita di ogni punto di riferimento ed è difficile ricordare a se stessi che questo è solo un momento passeggero e che questo dolore vi avvicina alla guarigione o a una piu' elevata consapevolezza. Succede perfino che problemi che eravate sicuri di aver risolto con voi stessi, con persone intorno a voi, nel vostro universo sociale e personale riaffiorino, riproponendovi situazioni inconcepibili che credevate di aver risolto da tempo.

Questa crisi di coscienza è una fase molto pesante perchè coinvolge tutta la realtà intorno a noi, inoltre la nostra "crisi" ci spinge ad una analisi inusuale, meno consapevole di tutto ciò che ci circonda e questo disturba ulteriormente il nostro equilibrio. E' un processo profondo poichè l'incontro con gli Esseri di Luce o le vibrazioni che essi portano in noi non ci può lasciare indifferenti o non coinvolti: le nuove particelle di Luce che giungono scuotono i nostri corpi sottili, il nostro corpo emotivo e perfino quello fisico, perciò l'oscurità e le tensioni vengano a galla: per esser espulse . 

Sarete, nel tempo, sempre piu' aperti alla trasmutazione e sarete sempre più alla ricerca di questo processo, per quanto doloroso o fastidioso perchè questa espulsione del negativo è una reale liberazione e alleggerimento che coinvolge tutti gli aspetti della vostra vita, da quello del quotidiano, alla vita affettiva, emotiva, interiore, morale, psichica, energetica, spirituale ... tutto . Nulla rimane invariato ma tutto procede verso una liberazione ed evoluzione . 

 

“Abbiamo accumulato tante ferite, e se non ne siamo consapevoli tutte le nostre azioni diventano reazioni a quelle ferite. Nella conoscenza di sé c'è la fine del dolore e, quindi, l'inizio della saggezza”.
(J. Krishnamurti)
 

 

 

 Fase espulsiva:

Non si passa da uno stato ad un altro, da uno stadio ad un altro del proprio cammino senza la rimozione di vecchi schemi, antichi dolori o attuali problemi, però questa rimozione o risoluzione è spesso molto pesante poichè il nostro corpo fisico, mentale, astrale deve liberarsi da energie vecchie, e rimpiazzarne con nuove. L'aiuto dell' Arcangelo Raffaele e di Saint Germain con la Fiamma Violetta è uno strumento meraviglioso in questo .

Durante la fase espulsiva si è veramente soli, si perde perfino la lucidità e spesso parte della propria sensitività perchè l'eccessivo tumulto della mente rende difficile il sentire. Non arriva energia a lenire ciò che si patisce, non basta l'aiuto o le parole di nessuno, bisogna solo aspettare: si è inerti ed inermi , persino esposti . E' come essere colpiti da una malattia grave che ti prostrafisicamente e moralmente; dopo questa espulsione, avvengono i cambiamenti vibratori sperati ma di cui si ha percezione solo alla fine del processo. E' un momento difficile ma normale .  Bisogna sapere che è solo un "istante", che tutto questo malessere passa ed una volta passato si avrà acquisito uno stato dell'essere superiore a prima, con maggiori possibilità di espressione del nostro Sè .

Basandomi sugli insegnamenti di Richard Bach, spiegavo così la Crisi di Coscienza: 

Elevazione della coscienza. Il problema emotivo acquista corpo e può verificarsi una crisi di consapevolezza, indispensabile per la guarigione. Questo potrebbe far star male, ma ciò è indispensabile .

 

Cambiamenti. Si verificano tanti piccoli cambiamenti nell’ambito in cui si sta lavorando. 

 

Trasformazione. Avviene una metamorfosi profonda in cui l’aspetto negativo preso in esame manifesta il suo esatto contrario. 

 

Va quindi segnalata la possibilità di un iniziale breve peggioramento noto come aggravamento omeopatico (anche se l'omeopatia non c'entra nulla), dovuto alla riattivazione da parte dei rimedi delle emozioni corrispondenti. In certi soggetti più sensibili e in certe condizioni particolari si può notare un piccolo riacutizzarsi dei sintomi iniziali (crisi di consapevolezza o crisi di coscienza), che però non corrispondono ad un vero e proprio "peggioramento". Appena si iniziano a prendere i Fiori, c’è sempre un miglioramento delle condizioni, più o meno visibile e più o meno forte,  secondo gli individui. Segue poi uno stabilizzarsi ed una leggera fase di decrescita, che impropriamente è chiamata "peggioramento", in quanto rispetto al punto iniziale si sta sempre meglio.

Dopo questa fase inizia il miglioramento vero e proprio.  Quest'ultimo fenomeno è sempre molto positivo, perché indica che si è centrato un punto importante, e comunque di solito dopo un po’ scompare e iniziano i progressi.

 

La “Crisi di Coscienza” (o "crisi di consapevolezza"), rappresenta la prima reazione, un momento di peggioramento o intensificazione dei sintomi che si presenta specie quando un pensiero doloroso e represso per anni entra improvvisamente nel pieno della coscienza; : prima si stava male e basta, ma poi la solita sofferenza ha un picco, e di colpo appare chiaramente cosa c'è che non va in se stessi, riuscendo così a reagire e ad autoguarirsi!

 

Da un certo punto di vista potremmo perfino dire che la realtà in cui viviamo, se non ci sottraiamo ad essa, ci spinge a continue crisi di coscienza per farci evolvere. Quindi il processo è continuo, la differenza è che nell'  Ascensione o nella terapia questo processo è molto accentuato e l'espulsione è molto piu' significativa e determinante.
 

"Non cercate di sfuggire sistematicamente alla sofferenza, ma pensate piuttosto ad attingere da essa delle forze per risvegliare in voi la vita sublime. Il ruolo della sofferenza è precisamente quello di far sorgere delle qualità che non appariranno mai in altre condizioni. Quando vi accade di soffrire fisicamente o moralmente, benedite il Cielo pensando che vi viene data l'occasione di fare un grande lavoro su voi stessi a causa di quella sofferenza.
Ovviamente, non parlo qui di certe sofferenze insopportabili: quelle necessitano dell'aiuto della medicina. Parlo, in generale, di tutte le circostanze sgradevoli, dolorose, che non mancano di verificarsi nella vita quotidiana. Anziché gemere, piangere e imprecare, è preferibile cercare di approfittare di quegli inconvenienti per mettersi al lavoro e svilupparsi. Come? Non rimanendo concentrati sulla vostra sofferenza, ma cercando di armonizzare tutto in voi. Quando questo lavoro sarà terminato, la vostra sofferenza scomparirà, perché sarete riusciti a risolvere il problema che vi era stato posto.

<<Omraam Mikhaël Aïvanhov>>


ESEMPI DI CRISI DI COSCIENZA:


Paziente di 26 anni al quarto colloquio:
“Agrimony mi ha massacrata questo mese, ho capito quante maschere ho portato per tutta la vita con l’obiettivo di farmi accettare e per coprire le mie emozioni. Ora riesco a capire quanto

mi sento sola, vulnerabile e quanta paura ho di essere abbandonata”.

Donna di 42 anni al settimo colloquio:
“Mentre ero in automobile, improvvisamente, mi è venuta in mente l’immagine di una fanciulla contenta e felice in mezzo alla natura. Ho  provato per  un attimo  molta serenità  e  contentezza; poi,  mi  è esplosa una grande rabbia, avevo una grande voglia di urlare, sono arrabbiatissima con me e

con mio marito, forse perché ho confrontato quella fanciulla con ciò che sono stata e che sono ancora oggi”.

Donna di 57 anni (estremamente credente e praticante) al decimo colloquio:
“Non sono mai stata una vera cristiana, il mio è stato solo un simulacro di cristianità, sono stata un bancomat vivente, non dove più succedere”.

Donna di 35 anni all’undicesimo colloquio:
(sulla base di un sogno particolarmente significativo) “Sono un po’ arrabbiata con me stessa adesso che ho capito, grazie a questo sogno, che tutte le mie scelte nella mia vita sono avvenute sulla base di un senso di colpa da espiare”.

E VOI? Raccontateci le vostre esperienze!!

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