venerdì 19 luglio 2013

FIORI DI BACH E PSICOLOGIA

I Fiori di Bach, anche se vengono utilizzati a vari livelli e in vari modi, rappresentano essenzialmente delle tipologie di personalita', delle strutture emozionali che si trovano in uno stato di squilibrio e che ogni Fiore consente, in modo totalmente naturale e privo di controindicazioni, di riequilibrare.
I Fiori di Bach, per le loro caratteristiche, avrebbero tutte le potenzialita' per essere considerati dallo Psicologo come strumenti propri della professione.
Non sostituiscono certamente la consulenza psicologica o la Psicoterapia, ma si possono integrare armoniosamente con queste: apportano una notevole riduzione dei tempi dell'intervento nella direzione auspicata dal paziente; forniscono allo stesso la spinta energetica per il cambiamento; rompono gli schemi emozionali negativi troppo a lungo ripetuti e favoriscono un riequilibrio profondo.
All'interno delle 38 diverse essenze floreali del Dr. Bach abbiamo infatti una rappresentazione completa dei vari disturbi di cui si occupa lo Psicologo o lo Psicoterapeuta, per esempio:
  • Disturbi dell'umore
  • Fobie
  • Attacchi di panico
  • Disturbo post-traumatico da stress
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Disturbi sessuali
  • Disturbi del comportamento alimentare
  • Disturbo narcisistico di personalita'
  • Disturbo schizoide di personalita'
  • Disturbo ossessivo-compulsivo di personalita'
  • Disturbo istrionico di personalita'
  • Disturbo evitante di personalita'
  • Disturbo dipendente di personalita'
  • Disturbo paranoide di personalita'
  • Disturbo antisociale di personalita'
Un esempio: Heather, la personalita' istrionica
Test dei colori di Luscher e Fiori di Bach - Roma
La personalita' Heather, nello stato di squilibrio emozionale, e' nota per il suo egocentrismo e il suo voler essere sempre al centro dell'attenzione.
Ha un sentimento d'inferiorita' nascosto: a livello profondo si considera insignificante e carente di attrattiva e interesse. Heather dipende percio' dal riconoscimento, dall'accettazione e dall'approvazione esterna e cerca di essere desiderabile e affascinante ipercompensando con sentimenti di vanita'.
Heather non sopporta proprio di essere ignorato e puo' cercare di catalizzare l'attenzione su di se' in molti modi.
Un modo che quasi tutti gli Heather utilizzano e' il monologo incessante.
E' caratteristica di Heather la logorrea, il suo bisogno di parlare sempre di se' e dei suoi problemi con gli altri, a prescindere da chi essi siano o da quali rapporti abbia con loro.
Un altro tipico modo con cui Heather cerca di attirare l'attenzione e' il comportamento stravagante e teatrale o la tendenza a vestirsi in modo vistoso o bizzarro per sedurre, essere ammirato e desiderato.
Per richiamare l'attenzione e affascinare il suo "pubblico" e' solito usare la fabulazione, per questo e' possibile che inventi visite di extraterrestri, apparizioni mistiche o si consideri un medium o un essere con "poteri" speciali.
La sua comunicazione con toni di drammaticita' e esagerazione si puo' rivelare anche quando inventa sintomi, malattie o ha attacchi di isteria per obbligare gli altri a fornirgli soccorso e dedizione.
Quando non riesce in nessun modo a ottenere l'attenzione che vuole, la sua natura irritabile e capricciosa, puo' portarlo a ricorrere a soluzioni drastiche che possono arrivare ad aggredire, montare una scena passionale in pubblico o ricorrere a un tentativo fallito di suicidio.
Heather ha un grande vuoto interiore dovuto a carenza di amore. Percio' cerca disperatamente amore di cui nutrirsi.
Sentendosi vuoto, cerca di identificarsi con l'altro per riempirsi con l'identita' dell'altro.
La carenza affettiva si manifesta nella paura intensa della solitudine, nell'incapacita' di restare solo perche' il suo Io non e' abbastanza forte da accettare il fatto di essere separato.
La paura di essere abbandonato o di essere sostituito e' molto forte. Per mitigare quest'ansia diventa dipendente e appiccicoso.
Ha bisogno di far parte del gruppo, della compagnia, di trovare identita', identificazione e appartenenza. Tuttavia e' instabile e mutevole e tende ad annoiarsi dei suoi amici e compagni sostituendoli presto con altri.
Dalle caratteristiche emozionali e di personalita' legate a questo Fiore di Bach, appare chiaro come Heather, a un livello di grave squilibrio, manifesti tutte le caratteristiche proprie del disturbo istrionico di personalita':
  • emotivita' eccessiva, esternata con modalita' teatrali;
  • comportamento provocante o seduttivo;
  • costanti tentativi di ottenere attenzione, approvazione e sostegno dagli altri;
  • scarso senso d'identita' personale;
  • dipendenza affettiva, costante timore delle separazioni e di essere abbandonati.
Il Fiore di Bach Heather agisce portando al riequilibrio questo stato e sviluppando le qualita' dell'empatia e della capacita' di amare: la persona acquista una buona indipendenza affettiva e diventa capace di dare oltre che di ricevere.
* * *

FIORE DEL GIORNO: olive...

...La forza di vivere

  • Stato d'animo "bloccato": 

    Stanchezza, spossatezza profonda, si dormirebbe sempre. La causa potrebbe essere dovuta ad una situazione a cui si è dedicata tanta energia per tanto tempo con abnegazione, ad esempio una malattia o un periodo particolarmente stressante.

    Olive è utile quando la stanchezza è fisica più che mentale. Si ha bisogno di molto riposo per riprendersi e generalmente lo stato Olive si presenta dopo un lungo periodo di sforzo per se stessi o nel prendersi cura degli altri.
    Olive ridona energia in modo incredibile ma consiglio di prendere in esame anche lo stato Oak perchè se non si riconverte il proprio stato Oak, ecco che Olive è inutile.

  • Stato d'animo "trasformato": 

    Si ritrovano forza e vitalità. L'energia viene ravvivata.

  • Stati d'animo e sintomi collegati ad Olive in ordine di importanza:

    • Stanchezza fisica
    • Bisogno di sonno
    • Spossatezza
    • Profonda astenia
    • Esaurimento fisico
    • Mancanza di energia
    • Nausea con stanchezza eccessiva
    • Sfinimento
  • Frase chiave di Olive: 

    "Sono sfinito."

  • Affermazione positiva di Olive: 

    "Sento scorrere in me un potenziale energetico"

  • Definizione di E. Bach del rimedio Olive:

    "Quelli che hanno sofferto molto mentalmente o fisicamente e sono tanto stanchi e affaticati da sentirsi allo stremo delle forze, incapaci di compiere il minimo sforzo. La vita quotidiana per loro è un duro lavoro, senza piacere. "


giovedì 18 luglio 2013

INFORMAZIONI UTILI

Volevo condividere le informazioni che stamattina ho fornito ad una cliente che desiderava saperne di più sui fiori di Bach e su come lavoro.

Domanda: in cosa consiste il rimedio floreale di Bach?

Risposta: i Fiori di Bach, riconosciuti dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), sono i preparati a base di principi vegetali studiati negli anni '30 dal Dr. Edward Bach. Secondo la visione di quest'ultimo, opportunamente estratti da fiori selvatici (tranne uno che è solo a base di acqua sorgiva di fonti noti per avere particolari proprietà), i 38 Fiori di Bach favoriscono le innate capacità di riequilibrio e di armonizzazione di altrettante disarmonie della personalità o disagi emozionali.
Possono essere assunti singolarmente o in associazione, a seconda degli stati d'animo e delle necessità individuali.
Ciascuno dei rimedi corrisponde ad una specifica condizione emozionale e comportamentale che, nel suo stato armonico, consente all'individuo di sviluppare, ritrovare ed esprimere le proprie risorse vitali ed innate capacità di adattamento.
Si assumono 4 gocce 4 volte al giorno direttamente sotto la lingua oppure sciolte in una bottiglia di acqua da bere durante l'arco della giornata. 

Domanda: mio marito e' un po' scettico.. funzionano?!..

Risposta: il problema della cattiva reputazione dei fiori e' che sono 38 e funzionano solo se assumi quelli giusti, in caso contrario non hanno alcun effetto.. La (poca, purtroppo...) gente che li prova se li autoprescrive consultando qualche manuale o leggendo la descrizione dei fiori su internet, oppure va in farmacia dove al banco viene liquidata dopo nemmeno 5 minuti (per non creare la fila!) con una boccetta di fiori in mano che non si sa nemmeno se è specifica (e quindi efficace) per quel singolo caso o meno.
Altro grande problema è che si è abituati alla medicina tradizionale che cura la malattia: "ho mal di testa -> prendo il moment -> mi passa in un act".... 
ok, il sintomo e' scomparso, puo' andare bene come rimedio d'emergenza... ma se soffri spesso di mal di testa non puoi limitarti ad eliminare il sintomo, devi andare a fondo della faccenda: perché ti è venuto il mal di testa?.. sei stressato? Hai troppi pensieri per la testa? Dormi male?.. Con la medicina di Bach si cura non la malattia ma bensì il malato in modo graduale e naturale.. Non sempre (a causa del mondo caotico e "veloce" in cui viviamo) si ha la pazienza e la costanza di guarirsi, di prendersi cura se stessi.. E' piu' semplice (e piu' nocivo) ingoiare una pillola... Quindi di sospende la floriterapia o si assumono i fiori un giorno si è tre no... 
Tutti questi casi portano ad un fallimento della terapia ed alimentano  la diffidenza verso questi rimedi che invece FUNZIONANO!... basterebbe affidarsi (e fidarsi) ad un floriterapeuta e seguire le sue indicazioni! 

Domanda: ma si possono usare anche per "sintomi fisici"? 

Risposta: certo, alcuni disturbi fisici hanno natura e origine psicologica e/o emotiva come ad esempio cefalee, dermatiti, disturbi intestinali o muscolari.. in questi casi ed altri casi e' possibile usare i fiori in modo transpersonale con cocktail specifici o pomate od olii per massaggi impacchi o bagni..

Domanda: quanto ci vuole per vedere gli effetti?

Risposta: ... se la prescrizione e' corretta (i fiori specifici per il caso specifico) ci vuole solo un po' di costanza nell'assumerli, non essendo medicinali non hanno effetto immediato, la riarmonizzazione e' graduale e spesso non ci si accorge nemmeno della loro influenza (tranne all'inizio, se si ha la cosiddetta crisi di coscienza: un momentaneo peggioramento dei sintomi che si risolve da sola nel giro di poche ore o pochi giorni), si arriva al punto che ci si "dimentica" dello squilibrio che ci faceva state male.. Semplicemente ci si accorge un giorno che si è tornati "i soliti di sempre"... dipende da persona a persona quanto tempo ci vuole, per alcuni basta una boccetta (che dura circa 40 gg) per altri ce ne vogliono di più.. Per altri ancora dopo la prima boccetta ci si rende conto che la disarmonia manifestata ha lasciato spazio ad altre difficoltà (spesso succede) quindi occorre modificare il cocktail con altri fiori.. e' tutto molto soggettivo insomma...

Domanda: come faccio ad avere una prescrizione personalizzata? 

Risposta: Per prescrivere un cocktail ho bisogno di conoscere la situazione e lo stato emotivo della persona attraverso un colloquio in studio o a domicilio oppure via email se la persona vuole mantenere l'anonimato. Posso ottenere informazioni anche senza necessariamente parlare con l'interessato ma parlando a che con terze persone, come quando lavoro con mamme che mi chiedono fiori per i figli! La cosa importante e' che riesca a farmi un' idea chiara della situazione (a volte faccio compilare anche un test utile per integrare con dati quantitativi quelli che già possiedo dopo il racconto del caso). Una volta studiato il caso elaboro un "referto" con tanto di prescrizione con la quale si può andare in farmacia per farsi dare la boccetta con il cocktail personalizzato.

Domanda: quanto mi viene a costare tutto ciò?

Risposta: per il colloquio (in studio o a domicilio) che comprende poi lo studio del caso e la prescrizione personalizzata del cocktail chiedo 40€, se faccio tutto via email da casa chiedo la metà.. il metodo di pagamento in questo caso e' tramite bonifico bancario alle coordinate che comunico con la prima risposta. Una volta avuta la prescrizione, il costo della boccetta dipende dalla farmacia. Generalmente costa 8€.

Indirizzo e-mail per avere altre informazioni o per avere una consulenza: 
dott.albarello@gmail.com

Provare non nuoce... continuare a far finta di stare bene invece si!

FIORE DEL GIORNO: Cherry Plum...

...Controllo e sapersi lasciare andare

  • Stato d'animo "bloccato": 

    Quando si ha paura di perdere il controllo del corpo e della mente, si è impulsivi e non ci si controlla. Si ha paura di far del male agli altri. Si è sul punto di scoppiare.

    Nello stato Cherry Plum ci si sente come una pentola a pressione, oppure si fanno cose che non si vorrebbe fare, ovvero si hanno atteggiamenti compulsivi quali: shopping continuo, fumare, bere ecc. Applicarsi in attività manuali sicuramente allevia la tensione estrema che si prova.

  • Stato d'animo "trasformato": 

    Si è capaci di gestire la propria energia con sicurezza e spontaneità. Ogni situazione è fonte di forza e capacità.

  • Stati d'animo e sintomi collegati a Cherry Plum in ordine di importanza:

    • Paura di perdere il controllo
    • Impulsi che si teme di non poter controllare
    • Paura della pazzia
    • Crollo nervoso
    • Ira con accessi improvvisi
    • Sensazione di pressione interiore
    • Tremori
    • Ansia trattenuta interiormente
  • Cherry Plum chiave di Cherry Plum: 

    "Non ce la faccio proprio più, sto per scoppiare."

  • Affermazione positiva di Cherry Plum: 

    "Ho fiducia in me e nel mio comportamento"

  • Definizione di E. Bach del rimedio Cherry Plum:

    "Paura che la mente si sovraccarichi, di perdere la ragione, di fare cose spaventose di cui si temono le conseguenza, cose non volute e che si sanno sbagliate, eppure assale il pensiero e l’impulso di farle. "




mercoledì 17 luglio 2013

OGGI PARLIAMO DI...

Durante una calda giorata d’estate, l’osservazione delle dinamiche di una famiglia, composta da madre, padre e faiglioletto, seduti vicino a me a bordo piscina mi ha fatto tornare alla mente un articolo di “Scuola Materna per l’Educazione dell’Infanzia” nel quale si parla di come gli occhi siano davvero lo specchio dell’anima, una finestra in cui scorgere la profonda natura dell’altro.

Alla nascita, quando ancora la comunicazione è preverbale, lo sguardo diventa un potente strumento di comprensione reciproca tra la madre e il bambino. La mamma che tiene in braccio il bambino ne studia il volto e le espressioni dei suoi occhi e interpreta queste come segnali che il figlio usa per comunicare con lei. In  seguito, risponde a questi segnali e così facendo, convalida i bisogni del bambino e gli attribuisce un significato. Attraverso questa esperienza il bambino gradualmente comprende di avere un potere sull’ambiente esterno e scopre così di avere un’esistenza autonoma. E’ la base del senso di autoefficacia stima di sé. L’elemento che rende prezioso questo scambio è la capacità della madre di guardare il proprio bambino nella sua soggettività e comprendere i bisogni individuali che esprime; questo fa sentire il bambino visto e amato. All’apparenza potrebbe sembrare un processo spontaneo e semplice, in realtà si tratta di una preziosa competenza materna (in seguito paterna), che implica la capacità di scoprire il proprio figlio “per com’è”, senza attribuirgli qualità o emozioni che appartengono alla madre. Se pensiamo come i desideri nei confronti dei figli influenzano ciò che ci si aspetta da loro, possiamo capire quanto sia difficile questa operazione. Il modo in cui gli adulti guardano i bambini, infatti, è profondamente influenzato dalle interpretazioni personali. Affermazioni tipo “è tutto suo padre”; “si vede che ha preso dalla sua famiglia”; “si comporta come faceva sua zia da piccola”…testimoniano come lo sguardo rivolto ai piccoli sia fin dall’inizio saturo di aspettative da parte degli adulti che ne interpretano i gesti e le espressioni, secondo le proprie esperienze. Tutto questo complica lo sviluppo del bambino che crescendo dovrà imparare a distinguere che cosa è vero e cosa è falso delle teorie che si sviluppano su di lui e dovrà riuscire a comunicarlo agli altri per fare emergere la personalità più autentica. Per questo motivo è fondamentale che fin dai primi momenti della propria esistenza il bambino possa trovare se stesso nello sguardo della madre, come disse Winnicott, e non trovarvi i pensieri e le preoccupazioni della madre. Questa funzione viene definita di rispecchiamento, perché come uno specchio, la madre riflette al suo bambino il suo mondo interiore e attraverso le risposte che gli offre, ne valorizza l’esistenza.
Con il tempo il bisogno dei bambini di essere visti prosegue in ogni ambito della vita quotidiana. Un’attenzione curiosa e benevola è fondamentale per la costruzione dell’autostima. È necessario distinguere due termini che spesso vengono confusi: l’autostima, un sentimento  complesso che riguarda la propria identità e un’esperienza di sé come degni di amore e considerazione; la fiducia in sé, una rappresentazione legata ad un giudizio sulle nostre capacità e competenze. La sovrapposizione fra questi due concetti, determina una confusione nella comunicazione con il bambino, generando fraintendimenti all’interno della
relazione. È noto, ad esempio, il bisogno dei bambini piccoli di essere ammirati dagli adulti nel corso delle loro imprese, come quando, prima di tuffarsi in acqua gridano “papà, mamma, guradatemi!”. Questo richiamo costituisce sia l’espressione del desiderio di essere oggetto di attenzione e ammirazione, ma anche una dichiarazione d’amore nei confronti dei propri genitori. In queste occasioni, è facile per gli adulti rispondere: “come sei bravo!” e tuttavia questo genere di affermazione, seppur fatto con amore, creano una leggera confusione nel bambino, perché spostano il discorso dal bisogno di essere riconosciuti, ad una valutazione sulle proprie competenze. Mentre si diverte e chiede ai genitori di guardarlo, il bambino sta offrendo se stesso, come direbbe Juul, la sua esistenza. Ma in risposta a questa espressione spontanea e personale, riceve una valutazione. Questo tipo di risposte, anche se fatte con l’intento positivo di rafforzare la fiducia in se stessi, a lungo andare rischiano di danneggiare l’autostima del piccolo che interpreta l’amore verso di sé come associato ad un riconoscimento delle proprie capacità. Un tempo il giudizio era utilizzato diffusamente come strumento educativo, sia per quanto riguarda la critica, che per quanto riguarda l’encomio. Attualmente si è scoperto che, rispetto l’autostima, la lode può essere altrettanto dannosa che la critica. Attraverso la lode e la critica, infatti, si producono personalità dipendenti dal giudizio esterno. I bambini educati con questo metodo hanno poca autostima e perdono la capacità di valutare spontaneamente se stressi. Alcuni affidano la stima di sé totalmente al giudizio degli altri e sprecano gran parte delle proprie energie  nel tentativo di compiacere ed essere benvoluti. Questo accade quando il bambino cessa di cercare se stesso nello sguardo degli adulti, a causa di ripetute esperienze in cui non si è sentito rispecchiato. Ciò può accadere per svariati motivi, spesso legati ad una carenza di rispecchiamento originaria sperimentata a suo tempo dalla madre. I genitori che non sono stati riconosciuti, faticano a loro volta a valorizzare il proprio figlio e invece di guardarlo nella sua originalità, cercano in lui conferme personali. È, per esempio il caso di quei genitori, o educatori, che desiderano che il bambino realizzi i sogni a cui loro hanno rinunciato. In questi casi il bambino anziché trovare se stesso nello sguardo, trova il “volto della madre” come direbbe Winnicott e sente di non avere spazio sufficiente per essere accolto. Nelle situazioni più favorevoli, il bambino può cercare all’esterno il rispecchiamento di cui ha bisogno, senza rinunciare de tutto a se stesso; quando invece le cose vanno male, il piccolo può rinunciare alla propria esistenza autentica e assecondare le richieste dei genitori. Si produce così una frattura tra un sentimento di sé autentico, che viene nascosto perché non trova spazio per crescere, e un sentimento di sé compiacente, adatto alla realtà, che corrisponde ad un falso sé, una sorta di maschera con cui si presenta agli altri secondo ciò che gli altri si aspettano da noi. Questa scissione produce un vissuto d’inadeguatezza e la sensazione di essere sempre in difetto, a cui le persone rispondono generalmente cercando di migliorare la facciata esteriore (il falso sé), a scapito della propria autenticità. L’autenticità del bambino deve essere preservata e trattata con estrema importanza!
 
 

Ma cosa si può fare per aiutare i nostri piccoli a sviluppare la propria soggettività?

Innanzitutto si tratta di pensare alla relazione non come un processo a senso unico, in cui l’educazione passa dagli adulti ai bambini. Questo significa mettersi in una posizione di aperta curiosità nei confronti dell’altro, in disposizione di conoscerlo realmente per quello che è. Ciò che i bambini più chiedono agli adulti non è ricevere delle cose, o delle attenzioni particolari, ma sentire di avere valore nella loro vita, di essere riconosciuti come esseri unici. Rispettare l’unicità e la dignità del bambino, tuttavia non deve essere confuso con la parità del rapporto! Esiste una differenza generazionale tra adulti e bambini che garantisce una protezione per i più piccoli. Il riconoscimento delle differenze, infatti, introduce il senso del limite, ma anche delle responsabilità specifiche di ciascuno. Il desiderio di aiutare i figli ad esprimersi e a realizzarsi, non deve far dimenticare il loro bisogno di protezione e di guida da parte degli adulti. Per questo motivo è importante che i genitori e gli educatori svolgano la propria funzione, senza cercare una relazione amicale e paritaria con i bambini, perché come afferma lo psicanalista Jeammet “un bambino non è inferiore ad un adulto, semplicemente è differente, a motivo delle sue competenze e della sua dipendenza. Negarlo sarebbe negare la realtà”.

FLORITERAPIA. La Crisi di Coscienza...

...ovvero "Mal d' Ascensione"

 

Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia."
 

                                                                                                                            Albert Einstein

 

La crisi di coscienza in questo caso è un nome simbolico, lo prendo in prestito da Richard Bach e dagli studiosi dei Fiori di Bach; dopo aver assunto per un po' la terapia floreale, si entra nella crisi di coscienza : è un istante in cui viene a galla qualcosa sepolto in noi in divesi modi: stati d'animo molto forti, sogni... In maniera simile ma molto piu' accentuata avviene il cambiamento durante l'ascensione: malesseri inspiegabili, riaffacciarsi di antichi sintomi, emozioni esagerate, dolori fisici e morali ... tutto ciò che sta per essere eliminato affiora. I primi giorni questo Mal d'Ascensione  porterà anche scoraggiamento, confusione, perdita di ogni punto di riferimento ed è difficile ricordare a se stessi che questo è solo un momento passeggero e che questo dolore vi avvicina alla guarigione o a una piu' elevata consapevolezza. Succede perfino che problemi che eravate sicuri di aver risolto con voi stessi, con persone intorno a voi, nel vostro universo sociale e personale riaffiorino, riproponendovi situazioni inconcepibili che credevate di aver risolto da tempo.

Questa crisi di coscienza è una fase molto pesante perchè coinvolge tutta la realtà intorno a noi, inoltre la nostra "crisi" ci spinge ad una analisi inusuale, meno consapevole di tutto ciò che ci circonda e questo disturba ulteriormente il nostro equilibrio. E' un processo profondo poichè l'incontro con gli Esseri di Luce o le vibrazioni che essi portano in noi non ci può lasciare indifferenti o non coinvolti: le nuove particelle di Luce che giungono scuotono i nostri corpi sottili, il nostro corpo emotivo e perfino quello fisico, perciò l'oscurità e le tensioni vengano a galla: per esser espulse . 

Sarete, nel tempo, sempre piu' aperti alla trasmutazione e sarete sempre più alla ricerca di questo processo, per quanto doloroso o fastidioso perchè questa espulsione del negativo è una reale liberazione e alleggerimento che coinvolge tutti gli aspetti della vostra vita, da quello del quotidiano, alla vita affettiva, emotiva, interiore, morale, psichica, energetica, spirituale ... tutto . Nulla rimane invariato ma tutto procede verso una liberazione ed evoluzione . 

 

“Abbiamo accumulato tante ferite, e se non ne siamo consapevoli tutte le nostre azioni diventano reazioni a quelle ferite. Nella conoscenza di sé c'è la fine del dolore e, quindi, l'inizio della saggezza”.
(J. Krishnamurti)
 

 

 

 Fase espulsiva:

Non si passa da uno stato ad un altro, da uno stadio ad un altro del proprio cammino senza la rimozione di vecchi schemi, antichi dolori o attuali problemi, però questa rimozione o risoluzione è spesso molto pesante poichè il nostro corpo fisico, mentale, astrale deve liberarsi da energie vecchie, e rimpiazzarne con nuove. L'aiuto dell' Arcangelo Raffaele e di Saint Germain con la Fiamma Violetta è uno strumento meraviglioso in questo .

Durante la fase espulsiva si è veramente soli, si perde perfino la lucidità e spesso parte della propria sensitività perchè l'eccessivo tumulto della mente rende difficile il sentire. Non arriva energia a lenire ciò che si patisce, non basta l'aiuto o le parole di nessuno, bisogna solo aspettare: si è inerti ed inermi , persino esposti . E' come essere colpiti da una malattia grave che ti prostrafisicamente e moralmente; dopo questa espulsione, avvengono i cambiamenti vibratori sperati ma di cui si ha percezione solo alla fine del processo. E' un momento difficile ma normale .  Bisogna sapere che è solo un "istante", che tutto questo malessere passa ed una volta passato si avrà acquisito uno stato dell'essere superiore a prima, con maggiori possibilità di espressione del nostro Sè .

Basandomi sugli insegnamenti di Richard Bach, spiegavo così la Crisi di Coscienza: 

Elevazione della coscienza. Il problema emotivo acquista corpo e può verificarsi una crisi di consapevolezza, indispensabile per la guarigione. Questo potrebbe far star male, ma ciò è indispensabile .

 

Cambiamenti. Si verificano tanti piccoli cambiamenti nell’ambito in cui si sta lavorando. 

 

Trasformazione. Avviene una metamorfosi profonda in cui l’aspetto negativo preso in esame manifesta il suo esatto contrario. 

 

Va quindi segnalata la possibilità di un iniziale breve peggioramento noto come aggravamento omeopatico (anche se l'omeopatia non c'entra nulla), dovuto alla riattivazione da parte dei rimedi delle emozioni corrispondenti. In certi soggetti più sensibili e in certe condizioni particolari si può notare un piccolo riacutizzarsi dei sintomi iniziali (crisi di consapevolezza o crisi di coscienza), che però non corrispondono ad un vero e proprio "peggioramento". Appena si iniziano a prendere i Fiori, c’è sempre un miglioramento delle condizioni, più o meno visibile e più o meno forte,  secondo gli individui. Segue poi uno stabilizzarsi ed una leggera fase di decrescita, che impropriamente è chiamata "peggioramento", in quanto rispetto al punto iniziale si sta sempre meglio.

Dopo questa fase inizia il miglioramento vero e proprio.  Quest'ultimo fenomeno è sempre molto positivo, perché indica che si è centrato un punto importante, e comunque di solito dopo un po’ scompare e iniziano i progressi.

 

La “Crisi di Coscienza” (o "crisi di consapevolezza"), rappresenta la prima reazione, un momento di peggioramento o intensificazione dei sintomi che si presenta specie quando un pensiero doloroso e represso per anni entra improvvisamente nel pieno della coscienza; : prima si stava male e basta, ma poi la solita sofferenza ha un picco, e di colpo appare chiaramente cosa c'è che non va in se stessi, riuscendo così a reagire e ad autoguarirsi!

 

Da un certo punto di vista potremmo perfino dire che la realtà in cui viviamo, se non ci sottraiamo ad essa, ci spinge a continue crisi di coscienza per farci evolvere. Quindi il processo è continuo, la differenza è che nell'  Ascensione o nella terapia questo processo è molto accentuato e l'espulsione è molto piu' significativa e determinante.
 

"Non cercate di sfuggire sistematicamente alla sofferenza, ma pensate piuttosto ad attingere da essa delle forze per risvegliare in voi la vita sublime. Il ruolo della sofferenza è precisamente quello di far sorgere delle qualità che non appariranno mai in altre condizioni. Quando vi accade di soffrire fisicamente o moralmente, benedite il Cielo pensando che vi viene data l'occasione di fare un grande lavoro su voi stessi a causa di quella sofferenza.
Ovviamente, non parlo qui di certe sofferenze insopportabili: quelle necessitano dell'aiuto della medicina. Parlo, in generale, di tutte le circostanze sgradevoli, dolorose, che non mancano di verificarsi nella vita quotidiana. Anziché gemere, piangere e imprecare, è preferibile cercare di approfittare di quegli inconvenienti per mettersi al lavoro e svilupparsi. Come? Non rimanendo concentrati sulla vostra sofferenza, ma cercando di armonizzare tutto in voi. Quando questo lavoro sarà terminato, la vostra sofferenza scomparirà, perché sarete riusciti a risolvere il problema che vi era stato posto.

<<Omraam Mikhaël Aïvanhov>>


ESEMPI DI CRISI DI COSCIENZA:


Paziente di 26 anni al quarto colloquio:
“Agrimony mi ha massacrata questo mese, ho capito quante maschere ho portato per tutta la vita con l’obiettivo di farmi accettare e per coprire le mie emozioni. Ora riesco a capire quanto

mi sento sola, vulnerabile e quanta paura ho di essere abbandonata”.

Donna di 42 anni al settimo colloquio:
“Mentre ero in automobile, improvvisamente, mi è venuta in mente l’immagine di una fanciulla contenta e felice in mezzo alla natura. Ho  provato per  un attimo  molta serenità  e  contentezza; poi,  mi  è esplosa una grande rabbia, avevo una grande voglia di urlare, sono arrabbiatissima con me e

con mio marito, forse perché ho confrontato quella fanciulla con ciò che sono stata e che sono ancora oggi”.

Donna di 57 anni (estremamente credente e praticante) al decimo colloquio:
“Non sono mai stata una vera cristiana, il mio è stato solo un simulacro di cristianità, sono stata un bancomat vivente, non dove più succedere”.

Donna di 35 anni all’undicesimo colloquio:
(sulla base di un sogno particolarmente significativo) “Sono un po’ arrabbiata con me stessa adesso che ho capito, grazie a questo sogno, che tutte le mie scelte nella mia vita sono avvenute sulla base di un senso di colpa da espiare”.

E VOI? Raccontateci le vostre esperienze!!

PROFILO PROFESSIONALE: il Floriterapeuta

La figura del floriterapeuta si sta affermando come una nuova e importante realtà professionale  nel campo della prevenzione e del benessere. La progressiva diffusione a livello internazionale delle essenze floreali (particolari infusioni liquide di fiori, che assunte sotto forma di gocce sono in grado di riequilibrare stati d’animo disarmonici e disagi emozionali) ha creato le premesse per l’affermazione di questa nuova figura di professionista: un consulente esperto nella relazione d’aiuto attraverso l’applicazione del sistema naturale della floriterapia.

Ambiti di intervento

Il floriterapeuta non si propone come alternativa al medico o allo psicologo, non si occupa di diagnosi o di patologie mediche né di curare dei sintomi, ma di riequilibrare tutti quegli atteggiamenti emozionali negativi che possono, alla lunga, favorirli.

Egli non “cura” malattie fisiche o psicologiche, ma si rivolge a persone momentaneamente alle prese con problemi personali, come stati di stress, conseguenze di eventi traumatici e dolorosi, situazioni di cambiamento, problemi affettivi o relazionali, separazioni, incomprensioni e crisi nei rapporti di coppia, conflitti e disagi in ambito lavorativo, difficoltà di comunicazione e apprendimento,  stati di crisi evolutivo-esistenziali, disarmonie caratteriali.

Intervenendo sui problemi esistenziali prima che questi si aggravino e diano luogo a patologie fisiche o psichiche, il floriterapeuta lavora quindi nell’ambito della prevenzione del disagio individuale e sociale e della promozione del benessere fisico, mentale e spirituale dell’essere umano.

Proprio perché rappresenta un modello di intervento trasversale, la consulenza del floriterapeuta può essere applicata in molti ambiti diversi: famiglia, scuola, ambienti di lavoro, settore dell’orientamento, sostegno nell’emergenza, campo medico sanitario. Anche in caso di problematiche che necessitano di intervento del medico o dello psicologo e su richiesta di questi professionisti, il floriterapeuta può collaborare all’intervento terapeutico, coadiuvando con le essenze floreali le cure specialistiche in corso.

Strumenti di approccio e intervento

Nel suo approccio al cliente, il floriterapeuta utilizza delle modalità di accoglienza, ascolto e intervento basate su empatia, disponibilità, capacità di comprensione e rispetto per il cliente.

Il consulente in floriterapia accoglie la persona in modo cordiale, senza atteggiamenti direttivi e senza esprimere giudizi o interpretazioni. Il colloquio richiede un atteggiamento di ascolto partecipativo e disponibilità ad aiutare, cercando di stabilire un’autentica intesa, di “mettersi nei panni dell’altro” per comprendere emotivamente le problematiche del cliente, trasmettendogli solidarietà, facendolo sentire compreso, accettato e “sostenuto” e dimostrandogli la volontà di cercare una possibile soluzione al suo disagio.

Il floriterapeuta procederà quindi alla scelta delle essenze floreali corrispondenti alle emozioni, ai sentimenti e agli stati d’animo espressi dal cliente, tenendo conto del particolare sistema di catalogazione delle problematiche e delle tipologie caratteriali tipico del repertorio delle essenze floreali (di Bach, Californiane, Australiane, Himalayane, ecc.) e della peculiare filosofia che ne sta alla base, di cui il floriterapeuta è un esperto conoscitore..

La consulenza floriterapica: un nuovo modo di promuovere il benessere della persona.

Il floriterapeuta supporta e sostiene le persone che stanno attraversando un momento di disagio (emotivo, professionale, familiare, relazionale o di salute) accompagnandole e guidandole nella scelta delle essenze floreali indicate a riequilibrare lo stato emozionale disarmonico. In questo modo il floriterapeuta, attraverso uno o più incontri di consulenza, aiuta ad attivare e promuovere lo sviluppo delle potenzialità vitali, della crescita interiore e dell’energia creativa della persona e a favorirne le capacità di autoconoscenza e consapevolezza.

Il suo intervento è basato in primo luogo sull’ascolto empatico, per comprendere la natura del problema, le esigenze delle persone in esso coinvolte e le caratteristiche dell’ambiente in cui esse vivono. Una volta individuato lo squilibrio emozionale del cliente, il floriterapeuta lo guida nella scelta delle essenze floreali indicate a sbloccarne la forza reattiva e a mobilitarne le risorse interiori per rendere possibile un cambiamento e facilitare così la soluzione del problema.

Grazie al progressivo utilizzo di essenze floreali corrispondenti ai vari stati emotivi attraversati dal cliente, quest’ultimo acquisisce autonomia e consapevolezza, e diventa in grado di affrontare in modo più sereno e soddisfacente la propria situazione di vita reale nel quotidiano.