venerdì 9 agosto 2013

CURE NATURALI PER I NOSTRI AMICI

Gli animali rispondono straordinariamente alla floriterapia di Bach e da qui posso fermamente dire che sfatano il famoso effetto placebo. Gli  animali non ragionano come noi, quindi non stanno meglio solo perchè sono convinti che una medicina li guarisce, ma visto che non possono comunicare con il linguaggio, per curarli ci si può basare unicamente sul proprio spirito di osservazione, il che richiede grande capacità di immedesimazione e di trarre le giuste conclusioni.
Se per esempio il vostro cane fa il matto da quando avete preso  un altro animale domestico in casa,  si tratta probabilmente di gelosia, quindi Holly è il giusto rimedio. Se il vostro cane non mangia più da quando il gatto dei vicini lo ha graffiato, per aiutarlo a superare lo shock è utile somministrargli Star of Bethlehem, se invece avete un cane pauroso si può aiutare con Mimulus,per le paure e Larch per dare più fiducia in se stesso.  Se invece uno spavento improvviso, come un tuono, uno sparo o un rumore forte spaventa terribilmente il vostro cane o gatto il rimedio più opportuno è Rock Rose, che è proprio il fiore della paura che terrorizza Se è particolarmente aggressivo dategli Holly. Se è troppo sottomesso va bene Centaury. Se è apatico, con scarsa volontà di fare qualcosa il rimedio indicato è Clematisse invece lo vedete iperattivo,  andrà bene Vervain, lo renderà più equilibrato. Se soffre di mal d'auto o di otite, il rimedio che potete dargli èSclerantus, fiore dell'equilibrio in aggiunta a Mimulus.  
Avete cambiato casa e il vostro amico peloso fa fatica ad adattarsi?  Dategli alcune gocce nella ciotola di Walnut per i cambiamenti e Honeysucle, per la nostalgia del vecchio ambiente. Se si intimorisce e mette la coda tra le zampe ogni qualvolta gli parlate con tono di voce che a lui pare un rimprovero, il rimedio ottimale è Pine (per i sensi di colpa). Se, nonostante i rimproveri continua a fare le stesse cose, può essere utile somministrare  Chestnut  Bud per quelli che non imparano dagli errori precedenti.
In ogni caso dopo aver appreso la caratteristica di ogni singolo fiore potrete somministrare al vostro animale domestico quel fiore che ritenete opportuno, come per gli umani, osservando il suo comportamento. 


COME SOMMINISTRARGLIELI?
Noi umani possiamo prendere le goccine 4 volte al giorno, come prescritto, mettendole sotto la lingua, per gli animali possiamo agire in due modi: il primo versare le gocce sul naso, il cane o il gatto si leccheranno e quindi le ingoieranno, oppure possiamo mettere i rimedi nella ciotola dell'acqua da bere, assicurandoci che non ce ne sia troppa e che il vostro animale beva sovente. 

giovedì 8 agosto 2013

FIORE DEL GIORNO: Honeysuckle...

  • Stato d'animo "bloccato": 

    Si vorrebbe tornare indietro, rivivendo i momenti passati di cui si ha nostalgia. Il pensiero è ancorato ai ricordi piacevoli ormai andati.

    Il passato è migliore di ciò che si vive. Ciò si può verificare in molti ambiti, quali la donna che non accetta di invecchiare, il lavoratore che non ama la vita da pensionato, lo studente che vorrebbe tornare alla classe delle elementari ecc.

    Quando si tende ad idealizzare il passato e si vorrebbe che tutto fosse come lo era una volta, recente o lontana nel tempo.

    L'aspetto trasformato di Honeysuckle ci permette di accogliere appieno le cose e le persone nuove . E il passato è solo fonte di gioia per quello che ha donato. Honeysuckle è utile anche nei casi di lutto

  • Stato d'animo "trasformato": 

    Si è consapevoli del presente, trasformando i ricordi in forza e scopi di vita.

  • Stati d'animo e sintomi collegati ad Honeysuckle in ordine di importanza:

    • Rimpianti
    • Rimpianto con nostalgia
    • Nostalgia per cose o situazioni che si sono lasciate
    • Mancanza di concentrazione perché si pensa al passato
    • Intrappolati nel passato
    • Malinconia per i ricordi
  • Frase chiave di Honeysuckle: 

    "Una volta era diverso."

  • Affermazione positiva di Honeysuckle: 

    "Ogni giorno è un nuovo inizio per me"

  • Definizione di E. Bach del rimedio Honeysuckle:

    "Quelli che vivono molto nel passato, tempo forse di grande gioia, o di memorie di un amico perduto, o di ambizioni mai realizzate. Non si aspettano altra felicità simile a quella già conosciuta. "


martedì 6 agosto 2013

FIORE DEL GIORNO... Holly

  • Stato d'animo "bloccato": 

    Si è vendicativi, arrabbiati, gelosi con gli altri, e lo si dimostra. Si vedono aspetti negativi dietro ogni avvenimento, o si ha la sensazione di essere raggirati.

    Il fiore della gelosia eccessiva, sia motivata che immotivata. Holly apre il proprio cuore verso l'amore per l'altro con comprensione e tatto. Lo stato “negativo” di Holly blocca in se stessi e si vede il mondo esterno solo come fonte di imbrogli contro noi stessi creando astio e gelosia.
    Holly permette di rilassarsi aprendosi con fiducia verso gli altri.

  • Stato d'animo "trasformato": 

    Si vive nell'amore, senza tensioni ma con la chiarezza e la comprensione necessaria per amare.

  • Stati d'animo e sintomi collegati ad Holly in ordine di importanza:

    • Gelosia morbosa
    • Gelosia che reca danno all'altro
    • Rancore con astio
    • Astio
    • Assenza di amore verso il prossimo
    • Invidia manifesta
    • Gioia per i problemi altrui
    • Rabbia con odio
    • Vendetta
    • Crudeltà verso gli altri
    • Aggressività a causa di gelosia
    • Amarezza a causa di delusione
    • Assenza di amore che porta a sentirsi soli
    • Aggressività a causa di odio
    • Rabbia 
  • Frase chiave di Holly: 

    "Se lo prendo gli faccio vedere io..."

  • Affermazione positiva di Holly: 

    "Apro il mio cuore e sono pieno d'amore"

  • Definizione di E. Bach del rimedio Holly:

    "Per quelli che talvolta vengono assaliti da pensieri di gelosia, invidia, vendetta, sospetto. Per le diverse forme di contrarietà e corruccio. Possono soffrire molto nel proprio intimo, benché spesso non vi sia una reale causa a giustificare tale infelicità. "


lunedì 5 agosto 2013

INTELLIGENZA EMOTIVA-come stimolarla nei bambini

Mentre da un lato è importante capire ed accettare il temperamento nostro e dei nostri figli, dall’altro è fondamentale riuscire a guidarli nel tortuoso percorso per diventare esseri sociali. Infatti un bambino introverso può andare incontro ad isolamento da parte del gruppo, un bambino molto attivo può essere talmente irrequieto a scuola da renderlo insopportabile all’insegnante, un bambino molto razionale può trasformarsi nel saputello antipatico che vuole sempre avere l’ultima parola. In altre parole è necessario riuscire ad educare i nostri figli ad essere disciplinati , per poter utilizzare le caratteristiche del loro temperamento in modo positivo, invece che distruttivo, e riuscire ad affermarsi socialmente.
Il temperamento non giustifca la maleducazione, e non è una condanna. Il “che ci posso fare, lui è fatto così” è troppo spesso sintomo di uno scaricarsi di responsabilità educative. Impariamo invece a trasformare le caratteristiche del temperamento in punti di forza, dai quali partire per crescere delle persone più consapevoli di se stessi e delle proprie capacità.

L’educazione passa necessariamente attraverso la consapevolezza e il controllo delle proprie emozioni. Un bambino che perde le staffe rapidamente ha bisogno di capire il sentimento di rabbia che prova, dargli un nome, trovarne i confini, per imparare infine a controllarlo. La capacità di relazionarsi con gli altri, di empatizzare, di provare sentimenti e controllare emozioni negative, è chiamata intelligenza emotiva.
Mentre la rete pullula di test per confrontare il proprio quoziente intellettivo a quello di Einstein, o più di recente di Obama, ci sono evidenze scientifiche che l’intelligenza emotiva ha valore maggiore per stabilire le capacità di successo di una persona, inclusa la sua capacità di essere felice nella vita. E la buona notizia è che l’intelligenze emotiva si apprende. Certo, ci sono persone che riescono ad empatizzare spontaneamente con il prossimo, ma se anche appartenete a quella fascia di popolazione totalmente incapace, sappiate che l’intelligenza emotiva si può imparare. E si può insegnare ai propri figli.

Gli studi condotti da John Gottman, autore di Intelligenza emotiva per un figlio, mostrano che bambini a cui i genitori hanno insegnato ad essere emotivamente intelligenti riescono a concentrarsi meglio e quindi riescono meglio a scuola, sanno calmarsi più rapidamente quando si agitano o arrabbiano, hanno un controllo fisiologico maggiore e quindi si ammalano di meno. Anche in caso di situazioni molto difficili, quali la separazione dei genitori o la morte di una persona cara i bambini emotivamente intelligenti riescono a superare la crisi, spesso continuano ad avere un buon rendimento scolastico, e riescono più facilmente ad evitare comportamenti autodistruttivi, quali ad esempio l’uso di sostanze stupefacenti, in periodo adolescenziale.

John Gottman, basandosi su risultati di ricerche scientifiche condotte per decine di anni su centinaia di famiglie, ha identificato vari tipi di genitori, a seconda del loro comportamento rispetto alle emozioni dei figli e ne ha studiato gli effetti sulla crescita emotiva dei bambini. In base a questi studi, si è scoperto che i genitori possono essere divisi in quattro grandi tipologie:

Genitori noncuranti, che sminuiscono, ridicolizzano o addirittura ignorano le emozioni negative dei figli.
(E’ ridicolo che non vuoi andare all’asilo. Non c’è nulla di cui aver paura. Li ci sono i tuoi amichetti e ti divertirai. Dai su, ora passiamo in pasticceria a comprare un dolcetto, così ti passa.)

Genitori censori, che criticano le espressioni di sentimenti negativi e che possono arrivare a rimproverare o punire i figli per queste manifestazioni emotive
(E’ ridicolo che non vuoi andare all’asilo. Sono stanca di questo comportamento, non sei più un neonato. Agisci da grande! Se continui così questa è la volta buona che le prendi.)

Genitori lassisti, che accettano le emozioni dei figli e si dimostrano empatici, ma non riescono a offrire loro una guida o a porre limiti al loro comportamento, spesso rimandano il problema, distraendolo ad esempio con un gioco, fino a che si ripresenterà la volta successiva.
(Oh come ti capisco! E’ naturale che vuoi rimanere a casa con la tua mamma. Anche io sono triste. Magari giochiamo insieme dieci minuti e poi usciamo senza piangere però.)

Genitori allenatori emotivi partono come i genitori lassisti, empatizzando con i sentimenti del bambino, ma poi colgono l’occasione per parlare del sentimento, dargli un nome, e trovare una soluzione, senza distrarlo dai sentimenti negativi che sta provando.

Quali comportamenti dei genitori fanno veramente la differenza?
Ci sono 5 cose che fanno i genitori allenatori e che costituiscono le basi dell’allenamento emotivo:

1. Sono consapevoli delle emozioni del bambino
2. Riconoscono nell’emozione un’opportunità di intimità e di insegnamento
3. Ascoltano con empatia, e convalidano i sentimenti del bambino
4. Insegnano al bambino le parole necessarie a definire le emozioni che prova
5. Pongono dei limiti, mentre aiutano il bambino a risolvere il problema

Detto così sembra facile. Uno dei problemi più difficili da superare in realtà è il primo punto, ossia essere consapevoli delle emozioni del bambino. Per poterlo fare bisogna essere prima di tutto consapevoli delle proprie emozioni, e questo non è sempre facile, a causa dell’educazione ricevuta. La storia famigliare o la cultura in cui viviamo condiziona molto la nostra percezione delle emozioni. Per qualcuno la rabbia è un’emozione particolarmente negativa, per altri lo è la paura. Può quindi capitare di essere dei bravi allenatori emotivi per un certo tipo di emozione che sentiamo meno negativa, e dei genitori censori per un’altra. Insomma come sempre mentre cerchiamo di educare al meglio i nostri figli, abbiamo una splendida occasione di imparare molto anche su noi stessi.
Il porre dei limiti al comportamento è particolarmente importante all’inizio, quando non si è ancora sviluppata una capacità del bambino a trovare soluzioni da solo. Nel porre limiti è necessario far capire al bambino la distinzione tra il sentimento provato, di rabbia, gelosia o frustrazione, che è perfettamente normale, dal comportamento che è accettabile oppure no. E’ perfettamente normale essere geloso del fratellino, ma non è accettabile tirargli i capelli. E’ normale aver paura di iniziare la scuola, ma non è accettabile il lancio di oggetti o l’inveire contro mamma e papà. Ed è perfettamente normale provare a volte sentimenti contrastanti tra loro.


L'INTERVISTA: Ricardo Orozco

Ricardo Orozco (1956) laureato in medicina presso l’Università di Barcellona. E’ floriterapeuta dal 1984. Considerato una delle massime autorità a livello internazionale nel campo della floriterapia di Bach che insegna dal 1993.

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Sta dando un notevole contributo alla terapia floreale grazie a i principi transpersonali e la diagnosi differenziale sviluppato in collaborazione con lo psicologo Clemente Sánchez.

  1. I detrattori dei rimedi di Bach dicono che sono solo acqua e brandy e il loro effetto è solo placebo, cosa rispondi loro?
    Non tutte le terapie che funzionano attraverso un principio attivo, come i farmaci allopatici e di erboristeria. Ci sono altre terapie che usano informazioni energetiche trasferibili in acqua.
    Qualche tempo fa ho letto un’intervista con il premio Nobel per la medicina nel 2008, Luc Montagnier, in cui spiegava come il suo team aveva trovato questainformazione vibrazionale in acqua, riferendosi all’omeopatia. L’effetto placebo dei rimedi di Bach si ha solo se i rimedi non sono prescritti in modo serio. Ma questo può accadere con qualsiasi cosa, farmaci allopatici compresi.
  2. Bach ha scritto: “Tutto quello che dobbiamo fare è conservare la nostra personalità, vivere la nostra vera vita. Essere capitano della vera nave. E tutto andrà bene.” Cosa ne pensi, oltre ai fiori di Bach cosa bisogna fare per ottenerlo? 
    Bach in questo paragrafo parla di autoconsapevolezza, e questo implica una buona connessione tra l’anima e la personalità.
    In termini più moderni si potrebbe parlare di un buon grado di intelligenza emozionale.
    I fiori di Bach sono come intelligenza emotiva liquida e ci aiutano ad essere padroni della nostra nave e portarla al porto corrispondente.
  3. Raccontaci una delle tue più belle esperienze con i fiori di Bach.
    Ad aprile 2011 mio padre morì.
    Durante la sua vita l’ho trattato raramente con i fiori. Nella sua ultima settimana di vita è stato ricoverato in una clinica e ogni sera è rimasto con lui un membro della famiglia. Nessuno riusciva a  spiegarsi come potesse sopravvivere un giorno in più. La notte che è toccato a me stare con lui preparai una miscela ed è morto serenamente tenendo la mia mano mentre gli stavo dando i fiori.
    In vita aveva spesso rifiutato il trattamento floreale, forse perché non avevamo un ottimo rapporto.  Ma non credo che sia morto perché avevamo qualcosa in sospeso, irrisolto.
    E ‘stato molto emozionante e denso di significato questo addio e l’effetto dei fiori il migliore possibile.
  4. Molti temono con i fiori di Bach un peggioramento iniziale, quale è la tua esperienza? Cosa consigli di fare in questi casi?
    Un buon setting terapeutico, dove il paziente si sente accompagnato, è importante quanto i fiori. Ciò richiede un terapeuta qualificato.
    Non c’è da preoccuparsi di un peggioramento iniziale.
    Senza dubbio, la floriterapia di Bach è una terapia profonda e come in tutte le terapie profonde possono sorgere dei disagi, facilmente superabili con l’aiuto di un buon terapeuta.
  5. Il principio transpersonale che hai sviluppato era applicabile anche quando Bach creò il metodo oppure è un’evoluzione dettata dai tempi attuali?
    In effetti, rappresenta un’evoluzione della terapia, anche se è basato su alcuni vecchi casi del Dr. Bach stesso, dove erano stati prescritti alcuni fiori che non corrispondevano alla personalità del paziente.
    Con l’uso del principio transpersonale si può, ad esempio, utilizzare i fiori localmente con risultati molto buoni. E’ un lavoro che ho approfondito dal 1995.
  6. La divisione dei rimedi floreali in 7 gruppi è utile? Cosa ne pensi?
    Secondo me non è molto utile, perché il problema è che i nomi dati a ciascun gruppo sono troppo limitanti. Senza andare oltre, ci sono molti più fiori per la paura che i cinque elencati nel primo gruppo.
  7. Verrai presto in Italia? Se sì quando?
    L’Italia è un paese a me molto caro, dove il mio lavoro ha avuto un forte impatto. Di solito vengo diverse volte all’anno. Nel 2012 ho date a febbraio (Torino) e  a maggio (Bologna).
  8. Un consiglio o un messaggio sulla floriterapia che vuoi lasciare ai miei lettori. 
    Soprattutto capire che non è uguale il  dare o prendere i fiori rispetto ad una terapia floreale correttamente gestita e in un appropriato contesto terapeutico.
    Non approfondire solo lo studio dei fiori, ma anche la conoscenza della mente umana, le emozioni e le tecniche di colloquio. È in questo modo che potrete godere appieno dei fiori di Bach.

I NOSODI DEL DOTTOR HAHNEMANN Lo sconosciuto percorso che ha condotto ai fiori di bach




















Tutti riconosciamo il dottor Edward Bach come il padre della floriterapia, ma poco, pochissimo sappiamo della strada percorsa per arrivare a concepirla nella pratica. Vedremo ora una parte di tale percorso, talmente valida che ancora oggi è presente nell’omeopatia e nell’omotossicologia di Reckweg: ” Nosodi del dottor Bach”. A trent'anni a causa di un'emorragia, fu operato d'urgenza e gli viene diagnosticata una grave malattia, la diagnosi dei colleghi non lascia spazio - tumore alla milza con metastasi- , tre mesi di vita. Immunologo e batteriologo iniziò ad impegnarsi nella ricerca al fine di lasciare qualcosa di utile per l'umanità. Questa attitudine produce il "miracolo della guarigione". Passano i tre mesi e non solo lui era ancora vivo, ma l'esperienza della malattia l'aveva reso più tenace nel perseguimento del suo intento.

Più tardi, forse grazie anche a questa esperienza, arriverà alla conclusione che "non vi è vera guarigione senza la pace dell'anima e la gioia interiore". Analizzando le relazioni tra le malattie croniche ed il lato esistenziale dell'essere, divide i batteri che causano le malattie in sette macrogruppi ai quali collega caratteristiche personali specifiche. Pensa dapprima che ogni malattia generi determinati atteggiamenti ma poi comprende che ogni stato d'animo genera invece una malattia. Le sue scoperte in batteriologia risultarono pionieristiche e i rimedi da lui i scoperti entrarono nella storia dell'omeopatia, autovaccini per curare l'intossicazione intestinale che sta alla base delle malattie croniche. Fu in grado di riconoscere lo stretto rapporto che intercorre tra la malattia cronica e l'intossicazione intestinale individuando 7 gruppi di bacilli ai quali corrispondono 7 tipi umani, classificati secondo il comportamento, le attitudini del corpo, l'espressione del viso, la mentalità ecc.. Poteva così prevedere quale tipo di bacillo predominasse nella flora intestinale di un determinato paziente solo dall'osservazione clinica.

In sostanza, classifica i numerosi batteri intestinali in gruppi, a seconda della loro azione; ricava così i nosodi conosciuti come "i nosodi di Bach". Utilizzandoli ebbe la conferma che ad ogni gruppo di batteri corrispondeva un tipo particolare di personalità nei pazienti. Infatti, tale osservazione fondamentale lo avrebbe portato, nel 1930, ad abbandonare gli onori e la fama e a ritirarsi nella campagna del Galles per continuare la sua ricerca: tutti i pazienti che presentavano caratteristiche simili a livello emotivo, indipendentemente dai sintomi fisici che presentavano, trovavano un rapido beneficio dalla somministrazione del medesimo nosode. I nosodi sono rimedi omeopatici ricavati da “prodotti” patologici sterilizzati o da culture microbiotiche devitalizzate. Studiò quindi sempre più attentamente ogni paziente nelle sue reazioni, espressioni, abitudini e iniziò a prescrivere i rimedi non in base ai sintomi fisici, ma in accordo con quanto emerso dalle osservazioni, cioè in base ai sintomi caratteriologici. Il termine “nosode” fu coniato da Costantin Hering. Già i Cinesi, molti secoli prima, utilizzavano, in forma diluita, i secreti essiccati prelevati dai malati di vaiolo.

Constatò ripetutamente che i malati affetti da strane paure presentavano un tipico aumento dei batteri del paratifo nelle feci. I pazienti nervosi, irritabili e con lo sguardo fisso, erano per lo più infestati del battero proteus. Altri, che a prima vista sembravano sani ma erano tuttavia affetti da malattie croniche, presentavano un sovrannumero di colibatteri. Bach affermava: "è possibile registrare in una tabella le percentuali dei microrganismi presenti nei campioni fecali giornalieri dei pazienti e stabilire un rapporto tra queste percentuali e lo stato di salute del paziente". Bach si immerse nella ricerca batteriologica, isolò i microscopici abitatori dell'intestino su determinati substrati nutritivi per controllare come digerivano i diversi zuccheri (glucosio, lattosio ecc.), se producevano gas se avevano una reazione acida o basica. In base al tipo di scomposizione degli zuccheri, classificò le migliaia di ceppi batterici nei sette gruppi. Questi costituirono la base di partenza dei suoi nosodi omeopatici. Fedele al suo principio trattare l'eguale con l'eguale, del tipo di batterio che predominava in un paziente preparava un cosidetto vaccino autogeno.

Con alcuni dei batteri presenti nello stomaco dei malati cronici preparò un vaccino che poi inietto nei suoi pazienti che lentamente guarirono:
· Bacterius proteus
· Bacterius dysentery
· Bacterius Morgan
· Bacterius Faekals alkalagenes
· Bacterius Coli mutabile
· Bacterius Gaertner
· Bacterius Nº 7

In effetti molte patologie possono essere provocate dalla caduta di difese immunitarie dando la possibilità ad agenti patogeni come i batteri di attaccare l’organo “bersaglio”. A provocare la cistite ad esempio, è, di norma, la migrazione dall'area genitale verso le vie urinarie di microbi come l'Escherichia coli, Areobacter, Proteus. A innescarla può contribuire un'improvvisa caduta di difese dell'organismo, provocata magari semplicemente dal freddo. La disbiosi, alterazione della presenza di batteri (flora batterica) nel nostro organismo, porta all’emersione di patologie anche importanti. Può causare lesioni alla parete intestinale, che lascia passare nel sangue le sostanze tossiche, genera forti squilibri a livello neurovegetativo (quindi nella nostra centralina di comando) e a livello immunitario.


venerdì 2 agosto 2013

FIORE DEL GIORNO... White Chestnut

  • Stato d'animo "bloccato": 

    Ci sono dei pensieri che si ripresentano continuamente, anche senza volerlo. I problemi divengono asfissianti, in quanto la mente vi ritorna sempre.

    Sindrome del disco rigato. Sì, il vecchio disco in vinile che ritornava sempre sulla stessa traccia. Ebbene con White Chestnut i pensieri e le emozioni ritornano sempre sugli stessi argomenti e fatti impedendo di vedere e attuare delle nuove soluzioni.

    White Chestnut è molto utile nei casi di insonnia, in cui si pensa e si ripensa alle stesse cose, o quando non ci si riesce a rilassare durante un atto sessuale perché la testa è da un'altra parte.

  • Stato d'animo "trasformato": 

    La mente è calma e trova tranquillamente ogni soluzione.

  • Stati d'animo e sintomi collegati a White Chestnut in ordine di importanza:

    • Mancanza di concentrazione per troppi pensieri
    • Pensieri persistenti
    • Pensieri circolari
    • Pensieri ripetitivi
    • Confusione mentale
    • Rimuginare continuamente sulle cose da fare
    • Iperattività mentale
    • Insonnia per troppi pensieri
  • Frase chiave di White Chestnut: 

    "Non riesco proprio a non pensarci."

  • Affermazione positiva di White Chestnut: 

    "I miei pensieri sono chiari, concentrati e costruttivi"

  • Definizione di E. Bach del rimedio White Chestnut:

    "Per quelli che non riescono ad evitare che pensieri, idee, argomentazioni indesiderate si insinuino nella loro mente. Generalmente nei periodi in cui l’interesse del momento non ha forza sufficiente a mantenere la mente occupata. Pensieri che preoccupano e non se ne vanno, o se cacciati per un momento, poi ritornano. Sembrano girare e rigirare e causano tortura mentale. La presenza di pensieri tanto spiacevoli allontana la tranquillità ed interferisce con la capacità di pensare al lavoro o al piacere quotidiani. "


giovedì 1 agosto 2013

martedì 30 luglio 2013

NASCITA DI UN FIGLIO. Vite che cambiano.

In psicologia con il termine “gravidanza” si indica la condizione esistenziale che va dal concepimento al parto.

E’ un lasso di tempo davvero speciale che comporta profondi e radicali mutamenti nella vita d'una donna ed in quella della coppia. In termini psicologi è utile predisporsi all’idea che, come ogni altro evento portatore di grandi cambiamenti, anche la gravidanza richiede la destrutturazione di vecchi modi di pensare e d'agire - rompere con il passato - per poi avviare una ristrutturazione di nuovi e più consoni modelli mentali e comportamentali.

Non è semplice accettare l’evidenza che nulla sarà come prima: il proprio corpo per la donna; per entrambi i futuri genitori, il rapporto con il partner, le relazioni con i propri genitori, il ruolo nel proprio contesto familiare e sociale, etc…, ma il “lutto” per le cose perse è un passaggio necessario per predisporsi al nuovo e potersi ri-progettare integrando il cambiamento stesso.



Potere e sapere comunicare su questi temi è lo strumento più efficace per raggiungere serenamente tale obiettivo. Un’altra utile riflessione è che generalmente si tende ad affrontare situazioni simili in modo simile: entrambi futuri genitori possono fermarsi ad analizzare il comportamento adottato in passato di fronte a cambiamenti della stessa portata, ad esempio l’avvento della pubertà, per valutarne criticamente i pro e i contro, per individuare - dal confronto - le attuali potenzialità.

Nell’opera di ri-programmazione della vita personale e di coppia è necessario poter valutare criticamente ciò che si ha a disposizione - in termini di risorse umane e strumentali - per poter realizzare il nuovo disegno esistenziale.

Nel caso ci siano problemi o difficoltà ad abbandonare i progetti passati e/o a costruirne dei nuovi realistici e ugualmente auto-realizzativi, si può anche chiedere aiuto ad un professionista; nel corso di pochi colloqui, le paure e le ansie possono trovare uno spazio d'accoglienza e d'elaborazione e soprattutto, dal confronto in ambiente sicuro, si può generare con maggiore probabilità un nuovo e più idoneo modello di futuro.

La gravidanza, affrontata con una adeguata disposizione psicologica, si rivela l’esperienza umana che fornisce una delle più importanti occasioni d' autorealizzazione e progressione evolutiva.

FIORE DEL GIORNO: Willow...

... Responsabilità del proprio destino

  • Stato d'animo "bloccato": 

    Si è risentiti con qualcuno o qualcosa. Non ci si sente sufficientemente ricompensati e amati dalla vita, nonostante gli sforzi. Si pensa che gli altri siano stati maggiormente ripagati di ciò che hanno fatto.

    Rancore, invidia più o meno nascosta nei confronti di quelli che si ritiene immeritatamente più fortunati. Ci si sente gli sfortunati e ci autocommisera sprecando le proprie energie nel risentimento.
    Dare la colpa agli altri è un modo per non affrontare le proprie responsabilità. Nello stato positivo con Willow ci si batte nuovamente concentrandosi su stessi.

  • Stato d'animo "trasformato": 

    Si è gli artefici della propria fortuna, ci si sente protetti ed aiutati nel raggiungere i giusti meriti.

  • Stati d'animo e sintomi collegati a Willow in ordine di importanza:

    • Rancore con amarezza
    • Autocompatimento perché ci si sente vittime della sorte
    • Sensazione di ingiustizia per prove che non si meritano di dover superare
    • Amarezza perché ci si ritiene sfortunati
    • Invidia con risentimento
    • Ci si sente vittime delle avversità
    • Amarezza che causa mancanza di interesse
    • Amarezza con scoraggiamento
    • Mancanza di gratitudine
    • Amarezza interiore
    • Negatività
    • Rabbia che non esplode
    • Rabbia con rancore
    • Depressione con malumore
  • Frase chiave di Willow: 

    "Cosa ho fatto per meritarmi questo?"

  • Affermazione positiva di Willow: 

    "Prendo la responsabilità della mia vita e forgio la mia fortuna"

  • Definizione di E. Bach del rimedio Willow:

    "Per quelli che hanno sofferto avversità o sventure e trovano difficile accettarle senza lamentele o risentimento, poiché giudicano la vita soprattutto in funzione del successo. Sentono di non aver meritato una prova tanto grande, che è stato ingiusto, e ne sono amareggiati. Spesso provano minor interesse e sono meno attivi in ciò da cui un tempo traevano piacere. "


lunedì 29 luglio 2013

... IL CONCETTO DI MALATTIA..

«La Malattia non è una crudeltà in sé ne una punizione, ma solo ed esclusivamente un correttivo, uno strumento di cui si serve la nostra anima per indicarci i nostri errori, per trattenerci da sbagli più gravi, e per ricondurci sulla strada della verità e della luce, dalla quale non avremmo mai dovuto discostarci.»

« La malattia è essenzialmente il risultato di un conflitto tra l’anima e la mente. Nessuno sforzo diretto unicamente al corpo può fare di più che riparare superficialmente il danno, ma questo non significa guarire, poiché l’origine del male è ancora attiva e può ricomparire in ogni momento sotto altre forme. Le vere malattie che affliggono sono difetti quali l’orgoglio, la crudeltà, l’odio, l’egoismo, l’instabilità, e l’avidità. Quando individuiamo un difetto, il rimedio non sta nel combatterlo direttamente con lo spreco di energie orientate nell’annientamento del male, bensì nello sviluppare gradualmente la virtù opposta.»

APPROFONDIMENTO SUI FIORI DI BACH

Man mano che Bach avanzava nella ricerca e nella scoperta dei fiori, individuava anche tendenze caratteriali molto precise della personalità umana. Nell'ultima stesura del suo libro “dodici guaritori e gli altri rimedi” riunisce i 38 fiori di Bach in sette gruppi, che corrispondono a modi diversi di porsi nei confronti di sé stessi, degli altri e, più in generale, della realtà: paura, incertezza, insufficienza d'interesse per il presente, solitudine, ipersensibilità alle influenze ed alle idee, scoraggiamento e disperazione, preoccupazione eccessiva per il benessere degli altri. 

 Paura

La paura è certamente un sentimento paralizzante: sia essa la paura di qualcosa di molto concreto, come la morte e la malattia, o di qualcosa di più indefinibile, od anche di affrontare le situazioni ed il giudizio altrui. La paura porta spesso a blocchi decisionali e si rimane spettatori nella vita; spesso la conseguenza di un'interiorizzazione profonda di questo stato d'animo produce fobie, ossessioni, stati di panico, incapacità di controllo sulle proprie emozioni e reazioni, nonché nevrosi di vario tipo.

 Incertezza

Anche l'incertezza ed il dubbio sono paralizzanti, e sclerotizzano il pensiero e l'azione. L'incapacità di decidere o di portare avanti le cose genera sfiducia in sé stessi e negli altri, pessimismo e prostrazione, e anche se si riesce ad andare avanti lo si fa soffrendo o con un grande senso d'insoddisfazione. Questo stato d'animo provoca spesso malattie croniche, depressione, stanchezza, fragilità nervosa ed instabilità emotiva.

Insufficienza d'interesse per il presente  

Questo status mentale è invece l'allontanamento, il distacco o addirittura il rifiuto della realtà; è l'incapacità di adattarsi alle situazioni, di impegnarsi nel lavoro e nell'attività; si è presi completamente dai propri problemi e dai ricordi, o ci si fa scudo con un eventuale futuro da realizzare. Secondo Bach, questa dissociazione della realtà porta anche ad una dissociazione della personalità, a perdita di memoria, ad assoluta mancanza di concentrazione; procura stati di sonnolenza e depressioni frequenti, cefalee, abulia, calo di energia,insonnia e stati ossessivi.

 Solitudine

La solitudine è un distacco ed un allontanamento non dalla realtà, bensì dagli altri, è una forma di asocialità. Orgoglio ed egocentrismo conducono spesso ad isolarsi o a sentirsi isolati, cercando disarmonia e rigidità interiore. Non a caso questo stato produce varie forme di artrosi, rigidità e tensione muscolari; incapacità a rilassarsi, stress nervoso, insonnia e sonno disturbato.

 Ipersensibilità alle influenze ed alle idee   

L'ipersensibilità non è uno stato d'animo "positivo", come si può pensare di primo acchito, bensì è un eccesso di sensibilità che può derivare sia da sentimenti egoistici che da altruismi devianti, che portano a sottomissione o a perdita di identità. Forti turbe emotive, stati ansiosi, esaurimenti, sono la conseguenza di questi modi di rapportarsi a se stessi e con gli altri; possono causare dipendenza da alcool e psicofarmaci, rapporti nevrotici con il cibo, come bulimia ed anoressia, e ogni sorta di tic nervosi. 

 Scoraggiamento o disperazione 

Questi sentimenti sono molto frequenti e comuni tra gli esseri umani. La perdita di speranza e di coraggio per affrontare le situazioni e la vita di ogni giorno conduce gradualmente alla disistima di sé ed alla convinzione che non ci sia nulla in cui credere. Anche in questi casi ci si può rifugiare in alcool e droghe, si esprimono varie forme di masochismo ed esaurimenti nervosi: la tendenza a sviluppare ulcere gastriche, svenimenti frequenti, collassi nervosi, nonché la predisposizione a contrarre ogni tipo di malattia rappresentano la logica conseguenza di tutto ciò.

 Preoccupazione eccessiva per il benessere degli altri

L'eccessiva tensione e preoccupazione mentale, nonché l'eccessivo entusiasmo con cui si possono assumere idee o condurre attività, si manifesta spesso in maniera troppo estroversa; ciò fa imporre agli altri la propria personalità e le proprie convinzioni. La rigidità che si ha verso chi ci circonda o verso se stessi, porta dunque ad usare in maniera sbagliata o dispersiva l'energia vitale e mentale; in certi casi porta anche a forme di sopraffazione. Secondo Bach, le patologie più comuni causate da questo stato della mente sono: disturbi cardiaci, vasco-circolatori, linfatici; eccessiva magrezza, irritazioni ed allergie, disturbi gastrointestinali, insonnia da tensione.

Grazie ai fiori di Bach, è possibile:aiutare in situazioni momentanee (per esempio, dopo uno spavento o uno shock di moderata portata); sostenere di fronte a piccole difficoltà previste (come superare un esame); migliorare, con l'aiuto di altri rimedi, situazioni mentali comuni (insonnia, stati ansiosi, stress,astenia ecc.); aumentare l'efficacia di altre terapie, anche allopatiche, per la soluzione di disturbi e problemi comuni (disfunzioni mestruali, problemi ormonali negli adolescenti o in menopausa, allergie, fobie, palpitazioni, dipendenze, ecc.); sostenere in particolari fasi della vita (subito dopo il parto, durante la vecchiaia, nel corso di crisi adolescenziali, durante lo svezzamento ecc.), quando intravede una situazione non completamente serena. 

Fiori di BachTutto questo in persone senza grossi problemi psicologici di fondo, o come primo approccio per persone più disturbate, orientandole però nel frattempo verso una cura psichica adatta a loro.

 I fiori di Bach non possono: risolvere situazioni psicologiche croniche, che si trascinano da anni (in questo caso potrà però consigliare un floriterapeuta di fiducia nella propria zona o, se il problema è più grave, indirizzare verso una psicoterapia); avere risultati con persone che assumono droghe o psicofarmaci (in questo caso l'effetto dei fiori è vanificato); curare malattie organiche (anche se potrà aiutare, dal punto di vista psicologico, a sopportarle meglio).


Il concetto di malattia in floriterapia

Secondo Bach la malattia all'origine non è materiale, bensì il risultato di uno squilibrio tra le scelte compiute con la mente e i desideri del cuore, a un livello più sottile. Tale squilibrio, alla lunga inascoltato, genera un sintomo nel fisico del quale la persona è costretta a occuparsi in quanto le causa dolore. Seguendo invece il proprio intuito e istinto si compiono quelle scelte armoniche che permettono al corpo di rimanere in salute.

Bach sostiene che a presiedere ogni disturbo fisico vi siano paure, preferenze personali ed emozioni; esattamente un'emozione negativa è all'origine di ogni disturbo psicosomatico: guarendo la mente, il corpo seguirà. Sulla base di tali principi Bach identificò trentotto rimedi floreali, corrispondenti ad altrettanti tipi di emozione, la cui «energia» entra in vibrazione con l'energia umana ed è in grado trasformare l'emozione negativa nel suo tratto positivo. Lungi dall'«eliminare» l'emozione, la terapia si propone di «trasformarla» al fine di rendere migliore e più «armonico» il soggetto. A titolo d'esempio, una persona egocentrica e a tratti egoista, trattata secondo la terapia di Bach sarebbe in grado di rendersi conto che una parte di sé è capace di dedicarsi agli altri con generosità, sì da ripristinare lo «stato armonico» tra mente e cuore, ed eliminando il sintomo fisico di malessere.

-tratto da Wikipedia-

FIORE DEL GIORNO: Wild Rose...

... Per la gioia di vivere

  • Stato d'animo "bloccato": 

    Per l'apatia, la stanchezza dovuta ad una mancanza di interesse per le cose quotidiane. La routine rende ancora più stanchi e svogliati.

    Non si ha interesse per i propri impegni e interessi, ci si sente rassegnati con poca energia. Anche di fronte alla malattia o ad un cambiamento non si ha la forza per affrontarli.
    Wild Rose offre la possibilità di uscire dal proprio torpore con rinnovato entusiasmo.

  • Stato d'animo "trasformato": 

    Ogni istante è fonte di gioia, e si attinge liberamente alle proprie forze interiori.

  • Stati d'animo e sintomi collegati a Wild Rose in ordine di importanza:

    • Rassegnazione senza lamentarsi
    • Depressione con apatia
    • Apatia con indolenza
    • Rassegnazione apatica agli eventi
    • Apatia che non permette di fare niente
    • Apatia con rassegnazione
    • Tristezza apatica
    • Depressione con capitolazione interiore
    • Apatia paralizzante
  • Frase chiave di Wild Rose: 

    "Tanto... ormai"

  • Affermazione positiva di Wild Rose: 

    "Prendo la mia vita tra le mie mani, con gioia"

  • Definizione di E. Bach del rimedio Wild Rose:

    "Quelli che, apparentemente, senza una ragione sufficiente si rassegnano a tutto ciò che accade, e si lasciano scivolare attraverso la vita, prendendola come viene, senza minimamente sforzarsi di migliorare le cose e trovare un po’ di gioia. Si sono arresi alla lotta della vita senza lamentele. "


venerdì 19 luglio 2013

CHE FIORE SEI?..

Quale dei 38 rimedi di Bach meglio ti identifica?

1. Agrimony - Agrimonia: serve a chi soffre dentro di sé ma agli altri si presenta tranquillo e sorridente.

2. Aspen - Pioppo: è utile a chi ha paura ma non sa precisare di cosa, sta in apprensione per il futuro ed è pessimista.

3. Beech - Faggio: per chi è rigido nel corpo e nella mente. Vede immediatamente e non sopporta gli errori altrui.

4. Centaury - Centaurea: rimedio per chi non ha volontà e quando gli vien chiesto qualcosa non sa proprio dire di no.

5. Cerato - Piombaggine: è indicato per chi non si fida di sé stesso e va cercando il parere dell'esperto.

6. Cherry Plum - Prunus cerasifera - Visciola: essenza per chi ha il terrore di fare qualcosa che le persone normali non farebbero mai.

7. Chestnut Bud - Gemma di castagno: serve a chi ha difficoltà a fare un bilancio della situazione e ad usare le esperienze fatte per ottenere migliori risultati in futuro.

8. Chicory - Cicoria selvatica: è utile a chi è felice quando si sente necessario e può aiutare qualcuno, deve però stare attento a non soffocare gli altri con il troppo zelo.

9. Clematis Clematide - per chi è sempre assorto nei suoi pensieri, tende ad essere confuso ed avere poca memoria per i dettagli.

10. Crab Apple - Melo selvatico: rimedio utile per chi si sente "sporco" nel corpo o nella mente. Utile a coloro che si lavano in continuazione.

11. Elm - Olmo: è indicato a chi, in un certo periodo della sua vita, ha la sensazione di non farcela più a fronteggiare le sue responsabilità.

12. Gentian - Genziana: essenza per chi è scettico, dubbioso, pessimista e si scoraggia facilmente nelle difficoltà.

13. Gorse - Ginestra: serve a chi è senza alcuna speranza, completamente scoraggiato e disperato.

14. Heather - Erica: rimedio per chi pensa e parla soltanto di sé e dei propri problemi.

15. Holly - Agrifoglio: è utile a chi ha il cuore indurito, è geloso, diffidente e nutre sentimenti di odio e di invidia su tutti i piani.

16. Honeysuckle - Caprifoglio: per chi ha una grande nostalgia delle cose passate, non vive nel presente ma nei suoi ricordi.

17. Hornbeam - Carpinus betulus: rimedio per chi soffre di una stanchezza dovuta più alla noia che al lavoro vero e proprio.

18. Impatiens - Erba balsamina: è indicato per chi, essendo veloce nell'azione e nel pensiero, è impaziente e vuole che tutto sia fatto senza esitazione né ritardi.

19. Larch - Larice: essenza per chi non tenta mai nulla perché ha subito dei fallimenti in precedenza e teme di fallire nuovamente.

20. Mimulus - Mimmolo: serve a chi è timido, nervoso, ed ha paura delle cose del mondo: malattie, viaggi, dolori, incidenti, solitudine, povertà, buio, sfortuna, ecc.

21. Mustard - Senape: è utile per chi subisce depressioni di cui non si spiega il motivo in quanto ha tutto ciò che gli serve per essere felice.

22. Oak - Quercia: per chi lotta giorno dopo giorno per risolvere problemi gravosi o vincere una brutta malattia.

23. Olive - Olivo: rimedio per chi ha molto sofferto fisicamente o psichicamente e si sente così esaurito da essere incapace del minimo sforzo.

24. Pine - Pino: è indicato per chi si scusa spesso anche se non ha colpa ed a volte si prende anche le colpe degli altri.

25. Red Chestnut - Castagno rosso: essenza per chi teme per la vita dei suoi cari e lo fa in modo esagerato arrivando ad essere ossessivo.

26. Rock Rose - Eliantemo: serve per chi è preso dal terrore o dal panico nelle occasioni in cui vi è un pericolo reale (incendi, incidenti, ecc.) o nei casi senza speranza.

27. Rock Water - Acqua di roccia: è utile per chi è perfezionista, segue rigide regole siano esse per ideali spirituali, direttive morali o per una salute fisica sempre migliore.

28. Scleranthus - Scleranto: per chi non è capace di decidersi quando vi sono due cose da scegliere o da fare.

29. Star of Bethlehem - Stella di Betlemme: rimedio per chi è in condizione di shock a causa di cattive notizie, traumi, ecc.

30. Sweet Chestnut - Castagno dolce: è indicato per chi ha raggiunto i limiti dell'umana sopportazione.

31. Vervein - Verbena: è utile per i temperamenti violenti che vogliono imporre agli altri la loro volontà.

32. Vine - Vite: serve ha chi è convinto di poter insegnare agli altri e pensa che essi abbiano assoluto bisogno delle sue indicazioni.

33. Walnut - Noce: è utile per chi segue mete ben definite ma è molto influenzabile dal parere altrui, e questo parere è spesso in grado da distoglierlo dai suoi programmi.

34. Water Violet - Violetta acquatica: per chi è troppo centrato su sé stesso ed è così intollerante da arrivare ad appartarsi.

35. White Chestnut - Castagno bianco: rimedio per chi non riesce a controllare i suoi pensieri ed essi girano in tondo nella mente creando molto disagio.

36. Wild Oat - Avena selvatica: è indicato per chi avrebbe tante carte da giocare ma, a causa di passate frustrazioni, non riesce più a trovare qualcosa che lo entusiasmi.

37. Wild Rose - Rosa canina: essenza per chi è rassegnato e vegeta in apatia senza interesse alcuno.

38. Willow - Salice giallo: serve per chi vive nel risentimento e nell'amarezza per le dure prove vissute che lui pensa di non aver meritato.

39. Rescue Remedy - Rimedio d'emergenza: è un rimedio composto da cinque essenze indicato nei casi in cui la persona ha subito un trauma sia esso fisico che morale.

Tale classificazione è il frutto delle accurate ricerche nei confronti degli stati d'animo umani negativi e delle piante che sono in grado di curarli. Oggi la scienza medica riconosce che almeno l'80% delle malattie sono di origine "psicosomatica", ne consegue che un rimedio atto a migliorare lo stato d'animo, ed in conseguenza l'approccio esistenziale di un paziente, potrà essere di validissimo aiuto nella cura della malattia.